La redazione
Siamo un piccolo gruppo di appassionati convinti che il calcio si capisca meglio guardando chi non ha la palla. Catenaccio è la rivista che dà voce alla metà silenziosa del gioco.
La nostra missione
Catenaccio nasce da un'ossessione: restituire dignità alla fase difensiva. Per troppo tempo il racconto del calcio si è concentrato solo sul gol, sul dribbling, sull'estro offensivo, lasciando in ombra il lavoro di chi quel gioco lo rende possibile difendendo, coprendo, leggendo. Vogliamo raccontare il calcio anche dall'altra parte del campo, con rigore e passione.
Lo facciamo da una prospettiva orgogliosamente italiana — il catenaccio è, dopo tutto, un'invenzione che porta il nome della nostra lingua — ma con lo sguardo rivolto a tutto il mondo. Verso il Mondiale 2026 incroceremo scuole difensive diverse, da quella tedesca a quella olandese, dalla solidità della Croazia all'organizzazione della Francia, perché la difesa è un linguaggio universale.
Crediamo che capire come si difende sia il modo più profondo per capire come si vince.
Come lavoriamo
Niente clickbait, niente voti dati di fretta. Le nostre analisi nascono da osservazione attenta, da una conoscenza della storia del gioco e dal rispetto per chi lo pratica. Ogni articolo cerca di spiegare un perché, non solo di raccontare un cosa. Preferiamo un'idea ben argomentata a dieci titoli urlati.
Chi scrive Catenaccio
Una redazione piccola e affiatata, unita da una stessa idea di calcio.
Marco Rinaldi
DirettoreEx analista video, racconta la tattica difensiva da oltre quindici anni. Convinto che il libero sia la figura più poetica del calcio.
Giulia Conti
CaporedattriceSi occupa di storia e cultura del gioco. Cura i ritratti dei grandi difensori e gli speciali sui Mondiali.
Luca Ferraro
Analista tatticoDati alla mano, smonta le partite reparto per reparto. Firma i longread di analisi e i pezzi sulle transizioni.
Vuoi metterti in contatto?
Per collaborazioni, segnalazioni o semplicemente per parlare di difesa, le nostre porte sono aperte.
Vai ai contatti